Laocoonte e i suoi figli Scultura, noto anche come Gruppo del Laocoonte, è una delle famose statue in marmo ed è ora nei Musei Vaticani. Secondo l'antico scrittore romano Plinio, la statua è composta da tre scultori dell'isola di Rodi: Hagesandro, Atenodoro e Polidoro. Creata, mostra la scena del sacerdote troiano Laocoonte e dei suoi due figli Antifa e Timbreo impigliati nel serpente marino.
La scultura è basata sulla storia della Battaglia di Troia nella mitologia greca. Laocoonte avvertì i suoi compatrioti nella Guerra di Troia che era pericoloso spostare i Troiani lasciati dai Greci nella città. Pertanto, la dea greca Atena inviò due pitoni giganti a Laocoonte, intrappolando il sacerdote e i suoi due figli.
La statua in marmo di Laocoonte e i suoi figli rappresenta questa scena sconvolgente: il serpente gigante usa le sue mortali torsioni per uccidere Laocoonte e i suoi figli, un serpente intrappolato nel petto del figlio minore e un altro serpente avvolto attorno alla coscia del padre. La testa di Laocoonte si piegò all'indietro, le labbra leggermente aperte, il viso deformato dal dolore. Il figlio maggiore, che era anche lui impigliato in un serpente, guardò il padre disperatamente.
La scoperta della statua di Laocoonte e i suoi figli ebbe un impatto importante sullo scultore italiano e sul processo del Rinascimento italiano. Come tutti sappiamo, Michelangelo fu profondamente attratto dalle dimensioni della statua e dall'estetica greca antica che mostrava, in particolare l'espressione del fisico maschile.
L'influenza del Gruppo del Laocoonte fu evidente nelle opere successive di Michelangelo, come gli schiavi ribelli e gli schiavi morenti che realizzò per la tomba di Papa Giulio II. La tragica eleganza della statua divenne un soggetto del lavoro di Lessing sulla letteratura e l'estetica, uno dei classici della prima critica d'arte.









