Per oltre duemila anni, l'immagine di Afrodite, la dea greca dell'amore e della bellezza, ha plasmato il modo in cui l'arte occidentale raffigura il corpo umano. Fu la prima divinità in assoluto a essere scolpita completamente nuda in marmo a grandezza naturale, una scelta così radicale nell'antica Grecia da cambiare per sempre la direzione della scultura.
In questa guida, esamineremo La mitologia di Afrodite, quindi presentiamo sette delle statue di Afrodite/Venere più iconiche della storia — dall'innovativa Afrodite di Cnido alla famosissima Venere di Milo — prima di rispondere alle domande che le persone pongono più spesso su queste sculture.
Chi è Afrodite? La mitologia che si cela dietro la dea
Afrodite era la dea greca dell'amore, della bellezza, del piacere e della procreazione (nota ai Romani come Venere). Secondo Esiodo Teogonia, nacque dalla schiuma del mare che si formò dopo che Urano fu rovesciato — un mito immortalato secoli dopo nel film di Botticelli La nascita di Venere.
Era sposata con Efesto, la dea della forgia, sebbene il mito la colleghi romanticamente anche ad Ares, il dio della guerra, e al mortale Adone. Afrodite gioca un ruolo fondamentale nella storia del Giudizio di Paride, dove vince la mela d'oro con l'iscrizione "alla più bella" promettendo a Paride l'amore della più bella donna mortale, Elena di Troia, un atto che innesca indirettamente il Guerra di Troia.
Tra i suoi simboli più comuni si annoverano colombe, cigni, rose, conchiglie e mirto, tutti motivi ricorrenti nell'arte a lei ispirata. Poiché incarnava la bellezza fisica stessa, Afrodite divenne il soggetto naturale per gli scultori determinati a catturare la forma umana idealizzata, ed è proprio questo che rende le sue statue una pietra miliare nella storia dell'arte.
Replica della scultura Venere di Lely - YouFine
Statue classiche di Afrodite che dovreste conoscere
1. Afrodite di Cnido: la svolta originale
Creato dal Lo scultore ateniese Prassitele Nel IV secolo a.C., l'Afrodite di Cnido è ampiamente considerata la prima statua a grandezza naturale a raffigurare una divinità femminile completamente nuda, un limite che, fino ad allora, era stato consentito di superare solo alle figure maschili nella scultura greca.
La dea è raffigurata in una rilassata posa in contrapposto, con una mano modestamente posizionata davanti al corpo: un gesto che gli storici dell'arte avrebbero poi definito la posa della "Venere Pudica" (Venere modesta), che divenne il modello per innumerevoli statue successive. Commissionata per un tempio sull'isola di Cnido, la statua attirava visitatori da tutto il mondo antico, desiderosi di ammirarla. L'originale andò perduto – la leggenda narra che fu poi trasferito a Costantinopoli e distrutto da un incendio – ma la sua influenza sopravvive attraverso decine di copie romane in marmo, la più nota delle quali si trova oggi nei Musei Vaticani.
Cnido Afrodite
2. Lely Venus (Afrodite accovacciata) — Colta a metà del bagno
Sebbene spesso erroneamente attribuita a Prassitele, la Venere accovacciata di Afrodite è in realtà opera di un altro scultore: Doidalsa di Bitinia, attivo nel III secolo a.C., circa un secolo dopo la statua di Cnido. La Venere di Lely è una copia romana in marmo del II secolo d.C. dell'originale ellenistico in bronzo, andato perduto.
Questa versione mostra Afrodite accovacciata Bassa, colta di sorpresa mentre faceva il bagno, la sua testa si girò bruscamente come se fosse stata spaventata da uno spettatore. Le morbide e naturalistiche pieghe del suo ventre – spesso definite "rotoli di pancia" – erano una scelta artistica deliberata, volta a enfatizzare un corpo rilassato e credibile piuttosto che una forma idealizzata e rigida. La statua prende il nome dal pittore seicentesco Sir Peter Lely, che un tempo ne fu proprietario; oggi appartiene alla Collezione Reale ed è in prestito a lungo termine al British Museum.
Lely Venus
3. Venere di Milo — L'Afrodite più famosa del mondo
Scoperta sull'isola greca di Milo nel 1820, la Venere di Milo risale al II secolo a.C. circa, al periodo ellenistico, ed è oggi la statua di Afrodite più conosciuta al mondo. Alta oltre due metri, è famosa per le braccia mancanti – perse al momento del ritrovamento o in un periodo precedente – il che non ha fatto altro che accrescere il fascino che esercita sul pubblico.
La sua posa contorta e a spirale è considerata un capolavoro di contrapposto, e il dibattito accademico sull'identità del suo scultore è ancora aperto: un'iscrizione rinvenuta vicino alla statua indica Alessandro di Antiochia. La Venere di Milo è esposta in modo permanente al Louvre di Parigi sin dagli anni Venti dell'Ottocento e rimane una delle opere d'arte più visitate al mondo.
Venere di Milo scoperta sull'isola greca di Milos nel 1820
4. Venere de' Medici: la favorita del Rinascimento
Risalente all'incirca al I secolo a.C., la Venere de' Medici è una copia in marmo in stile ellenistico che divenne il nudo classico più studiato e copiato durante il Rinascimento. Artisti, studenti e scultori la considerarono per secoli il punto di riferimento definitivo per le proporzioni e la forma femminile.
La statua riproduce la posa della Venere Pudica, definita da Prassitele, con una mano a coprire il seno e l'altra posizionata vicino al fianco. L'opera prende il nome dalla famiglia Medici, che la possedeva prima che entrasse a far parte della collezione della Galleria degli Uffizi di Firenze, dove si trova tuttora.
Venere dei Medici
5. Venere Capitolina: la risposta di Roma alla Venere dei Medici.
La Venere Capitolina è una copia in marmo di epoca romana di un originale greco perduto, strettamente imparentata nello stile con la Venere de' Medici, e spesso considerata, insieme a quest'ultima, uno dei due esempi definitivi del tipo Venere Pudica. La sua posa è leggermente più modesta, con entrambe le mani più vicine al corpo.
Si ritiene che la statua sia stata riscoperta a Roma nel XVIII secolo e donata ai Musei Capitolini da Papa Benedetto XIV, dove da allora è rimasta un pezzo forte della collezione.
La Venere Capitolina (Musei Capitolini)
6. Afrodite di Menophantos - Il capolavoro firmato
La maggior parte degli scultori antichi non lasciava alcuna firma, ed è proprio questo che rende l'Afrodite di Menophantos così preziosa per gli storici: il nome dello scultore, "Menophantos", è inciso direttamente sulla base, un raro caso in cui un artista rivendica la paternità dell'opera.
Risalente al I secolo a.C., la statua riproduce la celebre posa della Venere Pudica, ma si distingue per la minuziosa cura dei dettagli nel drappeggio che si raccoglie ai suoi piedi. Oggi è conservata a Palazzo Massimo alle Terme, all'interno del Museo Nazionale Romano.
Afrodite di Menophantos una Venus Pudica firmata da Menophantos, I secolo a.C., rinvenuta a San Gregorio al Celio, Roma (Museo Nazionale Romano)
7. Venere Callipige — La dea che ammira se stessa
Il nome "Venere dalle belle natiche" si riferisce alla Venere Callipige, una delle figure più insolite del repertorio afrodisiaco. Invece di coprirsi, solleva il drappeggio e si volta a contemplare la propria figura, una posa di autoammirazione diversa da qualsiasi altra afrodite classica.
Probabilmente una copia romana di un originale ellenistico andato perduto, la statua riflette una corrente più giocosa e sensuale dell'iconografia di Afrodite, sviluppatasi successivamente nell'antichità. Oggi è conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Venere Callipigia (Napoli)
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Replica della statua di Afrodite
Considerazioni finali
Dal tempio di Cnido alle sale del Louvre, le numerose statue di Afrodite tracciano un filo conduttore attraverso la storia dell'arte: il costante tentativo umano di catturare la bellezza nella pietra. Ogni versione, che si tratti di una figura che si copre modestamente o di una che la ritrae mentre fa il bagno, riflette il modo diverso in cui ogni generazione di scultori ha scelto di interpretare la stessa dea. Comprendere queste differenze è ciò che trasforma una visita a un museo – o la commissione di una scultura su misura – in un'esperienza ben più significativa.
Domande frequenti
Quale statua greca presenta delle "rotole di grasso addominale"?
Si tratta della Venere di Lely (Afrodite accovacciata), attualmente conservata al British Museum. Le morbide pieghe addominali sono un dettaglio intenzionale dello scultore, volto a conferire alla dea un corpo naturale e credibile, piuttosto che un corpo idealizzato e impeccabile.
Dove si trova la statua di Afrodite?
Dipende da quale: le statue di Afrodite sono sparse nei principali musei di tutto il mondo. La Venere di Milo si trova al Louvre (Parigi), la Venere di Lely al British Museum (Londra), la Venere de' Medici alla Galleria degli Uffizi (Firenze), e le copie romane dell'Afrodite di Cnido sono conservate nei Musei Vaticani.
Perché la statua di Afrodite è così famosa?
L'Afrodite di Cnido, opera di Prassitele, è considerata la prima statua femminile nuda a grandezza naturale nell'arte occidentale: una vera e propria svolta che ha aperto la strada a secoli di scultura. Versioni successive, come la Venere di Milo, sono diventate famose a loro volta per la loro fattura, la loro storia misteriosa e la loro bellezza intramontabile.





